Grida anche tu l'Italia ripudia le mafie:
non lasciamoci soli.
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Un salto nel passato - UNA GRANDE VIGILIA
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UNA GRANDE VIGILIA
La vigilia dei SS. Fabiano
e Sebastiano le
donne restavano a casa
per i preparativi
del pranzo della festa.
I borghi erano pervasi
dal buon odore dell'erica
bruciata per riscaldare
i forni e dal profumo del
pane cotto.
Gli agricoltori, sul far
della sera, in segno
di festa, rigovernavano
il bestiame con una
razione abbondante di buon
fieno e rientravano
in paese sul calar del
sole.
Al crepuscolo le campane
suonavano a festa
per richiamare i fedeli
in chiesa per la
funzione della vigilia;
la chiesa era addobbata
a festa con festoni rossi
all'arcata dell'altare
maggiore e di tutti gli
altri altari; l'abside
e tutte le colonne erano
ricoperti di paramenti
rosso-damascato; gli uomini
entravano in
chiesa dalla porticella
laterale e prendevano
posto nell'attiguo gruppo
di panche sul lato
sinistro in prossimitā
dalla scalinata dell'altare
maggiore; a fianco, sul
lato destro, prendevano
posto le ""cantore".
La funzione aveva inizio con il suono dell'organo
che introduceva all'altare il celebrante
che indossava il piviale rosso, preceduto
dai chierichetti; dal coro dietro l'altare
i cantori intonavano l'inno di tutti i martiri
""Santorun Meriti"",
un canto gregoriano, maestoso e solenne,
in lingua latina; al termine del rito vi
era il bacio della reliquia, al canto della
lode specifica ai due Santi; quindi l'uscita
di chiesa accompagnati dalla musica dell'organo,
portando con se l'odore dei ceri e il profumo
antico dell'incenso bruciato nel turibolo.
Dopo cena, un tempo, il
campanone suonava
a distesa per annunciare
di ""andare
in contro a San Fabiano"";
l'usanza
consisteva nel recarsi
alla maestā al monte,
dove un uomo, vestito con
una cappa bianca,
impersonando San Fabiano,
distribuiva a ciascuno
i regali secondo le indicazioni
dei donatori.
Era consuetudine che le
future suocere donassero
alle promesse spose biancheria
da camera,
asciugamani ricamati o
uno scialle; per gli
uomini una sciarpa o una
berretta. Successivamente
si scambiavano i doni senza
recarsi al monte;
infine č rimasto solo il
suono della campana.
(Francesco Canaccini)
p.s. Un doveroso pensiero
va agli abitanti
del pollaio e della conigliera
per i quali la vigilia
č un giorno funesto.
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