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Grida anche tu l'Italia ripudia le mafie:
non lasciamoci soli.


L'Italia ripudia le mafie: NON LASCIAMOCI SOLI - www.ammazzatecitutti.org

La Storia

Usanze giucanesi…
…le Rogazioni

(Questo racconto è tratto dal libro di Carlo Caselli "Lunigiana ignota" pubblicato nel 1933. Nel 1930, lo scrittore aveva intrapreso, "a trotto d'asino", un viaggio per tutta la Lunigiana, durato ben due anni, per conoscerne tutti i paesi e descrivere le usanze dei loro abitanti.
Della descrizione di Giucano colpisce, in particolar modo, la sua posizione geograficamente isolata fino a circa mezzo secolo fa: in uno spazio di tempo relativamente breve le cose sono totalmente mutate sì da dare a questo racconto un sapore quasi medievale... ).

"Dopo la festa dell'Ascensione, il popolo, cantando percorre un lungo tratto del territorio, poi si raccoglie davanti alla chiesa del Monte, ossia del camposanto, dove termina la funzione religiosa, ed ivi da tutti i fedeli si consuma il pasto.
La chiesa, fin dal XVII secolo, per lascito di Francesco Telli, come risulta da scrittura del notaro Agostino Ambrosini della Spezia, anno 1614, dispone per quel giorno di 40 litri di buon vino, che per tradizione tutto dev'essere consumato da chi partecipa alla processione ed in quel luogo pio, il camposanto.
Forse l'offerta del pane e vino ha per iscopo di ristorare dalla fatica del lungo cammino i fedeli partecipanti alla Rogazione e di allettarli a non mancare, ma la consumazione del pane e del vino, che, per consuetudine antica deve proprio farsi nel camposanto sulle tombe dei trapassati, ha certamente la sua ragione nelle antiche costumanze romane. I Romani, come ognuno sa, dopo il nono giorno dell'interramento d'un congiunto od un amico, compivano un sacrificio ad onor del morto, unito ad un banchetto sacrificium novemdiale.
No, non bisogna credere che gli uomini di Giuccano, perché imbevuti ancora di principii e d'usanze antiche, non abbiano perspicacia e che preferiscano vivere all'infuori della storia. Essi già hanno lavorato, meravigliando a costruire da soli buon tratto della strada che da Sarzana dovrà salire al passo del Cucco, offrono cogli uomini dei villaggi vicini di Carignano e di Canepari, di lavorare ancora per ben 500 giornate al fine che quella strada possa essere rotabile per intiera.
Giuccano non vive in un' atmosfera medievale. Come si può pensare, esso tutto desidera unirsi al mondo, portar sui mercati i suoi prodotti: vino eccellente, olio squisito e dolcissima frutta; esso desidera vivamente atterrare la muraglia morale, che per tanto tempo lo fa ritenere come una terra esostorica"



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