Grida anche tu l'Italia ripudia le mafie:
non lasciamoci soli.
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Un salto nel passato - San Biagio - La Quaresima
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Ricordi di una Giucanese DOC!
Il 2 e il 3 febbraio si celebravano rispettivamente,
il giorno della purificazione, o candelora,
e San Biagio.
Il particolare, si festeggiava
questo santo
perché, secondo la tradizione,
aveva liberato
il popolo da una grave
epidemia.
La statua che lo raffigura
è piuttosto recente,
all'incirca del dopoguerra.
Si celebrava la Messa solenne,
con orazione
al Santo perché liberasse
dal mal di gola.
Compito delle priore era
fare la questua
dell'olio presso le famiglie
della parrocchia,
per provvedere, con il
ricavato, alle spese
per la festa (ad esempio,
per l'acquisto
delle candele).
La bellissima usanza delle
quarant'ore.
L'ultima domenica di carnevale,
dopo la messa
delle 11 si svolgeva la
processione con il
Santissimo per le vie del
Borgo di sotto.
Al ritorno in chiesa, si
partecipava alla
benedizione ed adorazione.
In adorazione rimanevano
un confratello dei
Rossi e uno dei Bianchi,
e un chierichetto.
La mattina dopo c'era l'Adorazione,
sino
al martedì, ultimo giorno
di Carnevale.
In fondo alla chiesa si
metteva un elenco,
in modo tale da organizzarsi
per garantire
una continua partecipazione
che era veramente
numerosa.
Tutte le famiglie partecipavano,
sia quelle
del paese che della campagna.
Il periodo di Quaresima.
Con il mercoledì dopo,
quello delle Ceneri,
iniziava il tempo di Quaresima.
Anche la
partecipazione alla Via
Crucis era sentita:
tutti i venerdì, al mattino,
si svolgeva
nella chiesa dei Bianchi,
mentre alla sera
in quella dei Rossi.
Alla domenica la Via Crucis
era nella "chiesa
grande", dopo i vespri
cantati solennemente
dalle confraternite.
Leggendo questi ricordi si può dedurre che
la gente meditava molto la via dolorosa del
Calvario; cosa che sarebbe bene riscoprire,
ritrovandoci ogni venerdì per ripercorrere
e meditare insieme la Passione di Nostro
Signore Gesù Cristo.
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